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BARBIE  COMPIE 50 ANNI E' SINGLE  NON HA FIGLI - CHE SIA UN MESSAGGIO......?  BUON COMPLEANNO BARBIE - Barbie è nata il 9 marzo 1959 da un'idea di Ruth Handler.

 

foto-progetto Ramona Vada

 

Milano 9 marzo 2009 

Cara Barbie, auguri!

Prima di tutto ti ringrazio per aver posato con grande ironia davanti al mio obbiettivo in occasione del tuo 50° compleanno.

Ora che sei una donna matura speriamo tutti che di qui in poi ti farai portatrice di messaggi più profondi, slegandoti da quegli assurdi modelli estetici e consumistici che i tuoi creatori hanno voluto diffondere attraverso la tua figura.

Confidiamo di vederti abbandonare quel superficiale buonismo da “voglio la pace nel mondo” per assumere un atteggiamento più consapevole, come si auspicherebbe per un prodotto globale quale sei tu.

Esorta i tuoi creatori e curatori ad utilizzare la tua potenza mediatica per accompagnare iniziative di spessore e sponsorizzare campagne per aiutare donne in difficoltà invece di concordare con il direttore marketing della Fiat la creazione di una 500-modello Barbie, naturalmente tutta rosa, che in tempi di crisi più che dare l’idea di voler sdrammatizzare, sembra piuttosto un fastidioso cedimento alla frivolezza più vuota.

 

Buon compleanno Barbie!

Ramona Vada, tua fan  

 

foto-progetto Ramona Vada

 

 

Nel mondo si vende una Barbie ogni tre secondi, con un giro d’affari che supera i 3 miliardi di dollari. È sopravvissuta anche al web. Ha già più di 300 pagine dedicate su Facebook e un migliaio di canali su YouTube.

 

 

foto-progetto Ramona Vada

 

L'avreste mai detto che oggi festeggia cinquant'anni? A vederla con le gambe affusolate, impeccabile nel trucco e nell'acconciatura, abbigliata da vera fashion victim, non le dareste più di vent'anni. Eppure Barbie Millicent Roberts, questo è il suo vero nome, faceva il suo ingresso trionfale nel mondo dei giocattoli nel lontano 9 marzo 1959. Da allora (costume da bagno castigato a righe e borsettina di paglia in mano) e sino ai nostri giorni (vestita dai più grandi stilisti), ha indossato tutti i panni possibili e immaginabili attraversando i cinque continenti e mettendo il suo marchio davvero su ogni tipo di oggetto.

Gli inizi. Ruth Handler, cofondatrice della casa di giocattoli Mattel, osservando la figlia giocare, notò che spesso alla piccola Barbara piaceva dare alle bambole ruoli da adulto. Fu così che suggerì al marito Elliot di fabbricare, per la prima volta nella storia, una bambola dalle fattezze di una donna. Barbie fece il suo ingresso in società il 9 marzo 1959 alla fiera del giocattolo di New York. Fu successo immediato: 350 mila pezzi venduti in un anno e da allora è il giocattolo più venduto di tutti i tempi.

Le quotazioni. Tanto tempo è passato da quei 3 dollari, prezzo fissato per acquistare la prima Barbie. Oggi, per avere lo stesso modello, si può arrivare a dover sborsare 8 mila dollari. Costa, invece, circa 35 dollari l'ultima uscita, la «Totally Stylin' Tattos» con la quale le bambine possono tatuale le curve della loro bambola con farfalline e stelle. Ma poiché appassionatissime sono anche le donne, soprattutto quarantenni che le collezionano acquistandone almeno venti nuove ogni anno, le quotazioni della Barbie possono salire alle stelle. La più cara in assoluto è la «Barbie e il castello di diamante», guarnita di diamanti veri, ben 318, ideata nel 1999 per il lancio del film omonimo. In edizione limitata, è roba per miliardarie: 95 mila dollari il suo valore.

Le tendenze. Cavalcando le mode, la bambola più famosa al mondo negli anni Sessanta s'ispirò al look elegante di Jackie Kennedy. Pantaloni a zampa e camicie a fiori, fu la «divisa» nei Settanta, mentre negli Ottanta arrivò la versione nera con i capelli corti stile disco. Poi, con la Guerra del Golfo si arruolò nelle Forze Armate, nel 2000 si candidò alla Casa Bianca. L'hanno vestita gli stilisti più famosi, i nomi illustri sono ben oltre i settanta.

Gli amori, la famiglia. Ken, il fidanzato storico che non è mai riuscito a portarla all'altare, è stato scaricato dopo 43 anni di onorata carriera. Da allora è rimasta single. Pare sparita nel nulla pure la sorellina Skipper venuta alla luce nel 1964.

L'entourage. Servono 100 persone tra designer, sarte e modellisti per creare un nuovo modello. Solo per trucco e parrucco lavorano 15 artisti look-maker.

Icona internet. Su Facebook ci sono 300 pagine a lei dedicate, su Youtube oltre mille canali e il portale www.barbiegirls.com conta 18 milioni di iscritti. Esiste anche un Mp3 musicale, un video gioco Ds e Wii ed è la protagonista di 14 film per dvd (la classifica relativa la vede sempre ai primi posti).

Festeggiamenti. A febbraio in occasione della Fashion week di New York, 50 stilisti hanno mandato in passerella abiti ispirati proprio alla Barbie. Mentre a Roma, già a gennaio sulle passerelle di alta moda, Marella Ferrera faceva sfilare il suo omaggio a Barbie. Oggi alla Rinascente di Milano inizio dei festeggiamenti italiani che avranno come madrina Michelle Hunziker. La show girl ha svelato che la sua prima Barbie si chiamava come sua figlia, Aurora. Il 12 marzo a Parigi, nella boutique Colette, inaugurazione della mostra fotografica di Karl Lagerfeld: per l'occasione ci sarà una Barbie in carne e ossa griffata Chanel.

Regali di compleanno. La Fiat ha fabbricato un'auto solo per lei, tutta rosa, che sarà presentata oggi a Milano. Sempre oggi alla Rinascente faranno bella mostra gli oggetti per la casa creati appositamente dalla Kartell. Anche Bulgari ha firmato un collier e un paio di orecchini con gli zaffiri rosa. Rigorosamente pink la biancheria intima di Yamamay. Infine, Cesare Paciotti ha disegnato per la regina delle bambole, scarpe da vera reginetta del ballo. 

Katia Perrini tua fan

 

foto-progetto Ramona Vada

 

Nel 1980 esordì la prima Barbie capelli neri, all’assalto di nuove fasce di mercato. Fino a diventare, nel 1986, un’icona della Pop Art che non poteva sfuggire al genio di Andy Warhol, abituato com’era a riflettere sul rapporto tra consumi di massa e democrazia politica, tra libertà individuale e mercato. Non a caso oggi la vendita della «bambola ebrea Barbie» è proibita in Arabia Saudita e in Iran in quanto è «il simbolo della decadenza del perverso Occidente». La storia di Barbie, in fondo, è una metafora della feroce vitalità del capitalismo, della sua capacità di adeguarsi ai cambiamenti del mercato come un camaleonte rosa in grado di rigenerarsi e di mutare colore nei momenti di crisi.

 

foto-riboli giordano

 

BARBIE SHOW 2009 ................ENTRA

 

 

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