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Queste le parole del Sindaco Letizia Moratti che oggi pomeriggio ha
conferito l’Ambrogino d’Oro al Premio Nobel per la Medicina 2008, Luc
Montagnier. Alla cerimonia sono intervenuti l’assessore alla Salute
Giampaolo Landi di Chiavenna, il professor Adriano Lazzarin, Ordinario
Malattie Infettive Università “Vita e Salute” San Raffaele e
direttore del dipartimento di malattie infettive IRCCS San Raffaele e il
professor Mauro Moroni.
“Lei professore è il simbolo della lotta all’Aids. Ci ha insegnato
che l’Aids teme innanzitutto la fiducia in se stessi, la voglia di
guarire e ha sempre sostenuto che una delle più importanti forme di lotta
all’Aids è quella contro il pregiudizio e la discriminazione – ha
continuato il Sindaco - E’ questo il messaggio che Milano raccoglie e
rilancia ogni giorno attraverso le decine di associazioni e le centinaia
di volontari che sostengono chi vive la difficoltà della malattia”.
“La premia oggi la Milano delle Università – ha concluso Letizia
Moratti - dei centri di ricerca, dei centri di prevenzione e terapia tra i
più avanzati in Europa”.
Il Sindaco, a cerimonia conclusa, ha annunciato che il Premio Nobel per la
Medicina Luc Montagnier collaborerà all'Expo 2015. “Oggi abbiamo
acquisito una partecipazione prestigiosa - ha spiegato Letizia Moratti -
il contributo del professor Montagnier si muoverà su due direttrici, un
progetto per dare visibilità ai Paesi che lavorano sulla prevenzione e
uno più specifico sulla ricerca nel campo dell'Hiv”.
“Il Sindaco mi ha invitato a dare il mio contributo all'esposizione
universale del 2015 - ha risposto Montagnier - e io vi dico subito che
accetto molto volentieri”.
Luc Montagnier, dopo aver ritirato l’Ambrogino d’Oro, si è detto
“onorato” del riconoscimento, ringraziando Milano per “il grande
gesto di affetto”.
"Ringrazio anche tutti quelli che hanno lavorato con me. L’AIDS
esiste ancora anche se la situazione sta migliorando grazie alla terapia
triplice. Ma la ricerca non è finita ed è quindi importante che sia
potenziata perché chi è in cura non debba assumere farmaci per tutta la
vita – ha sottolineato il Premio Nobel - Ma anche perché non si può
accettare che in alcuni Paesi, in particolare quelli in via di sviluppo,
un’alta percentuale della popolazione sia colpita dalla malattia. Tra i
mezzi per debellarla insisto molto sulla prevenzione e
sull’informazione. Bisogna fare prevenzione prima di arrivare alla fase
irreversibile certi che proprio la prevenzione sia un fattore primario”.
“Grazie a tutti i medici e scienziati che onorano Milano con la loro
opera – ha detto l’assessore Giampaolo Landi di Chiavenna -. Questo
riconoscimento è una risposta della città a tutti i suoi detrattori.
E’ simbolo dell’impegno ad un’educazione alla prevenzione e
all’acquisizione di corretti stili di vita. Un impegno che diventa
ancora più urgente alla luce del numero ancora elevato di malati di Aids:
750 all’anno a Milano. Questo deve farci riflettere sull’importante
necessità di vivere una sessualità protetta. Ma questo riconoscimento a
Luc Montagnier deve anche essere il segno di una volontà di investire
sempre di più nella ricerca”.
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