Esordio
positivo per Paragone e “L’ultima parola”
Milano 16 gennaio 2010-Le immagini
dentro lo studio della Rai in via Mecenate- Luigi
Paragone ha esordito ieri sera con il suo
nuovissimo “L’ultima parola”.
E nuovissimo è stato anche il modo con cui il
giornalista ha deciso di presentarsi: lui in
bretelle e camicia, sullo sfondo le note di Il
gorilla, celebre canzone di Fabrizio
De Andrè.
Subito viene introdotto il tema della serata: la
giustizia, o meglio, la mala giustizia. Tre ospiti
raccontano le loro esperienze personali, chi più,
chi meno tragica, ma tutti accomunati dallo stesso
destino: sono stati carcerati innocenti. Destino
che ora è passato, ma che ha per sempre segnato
le loro vite.
Questa è solo l’anteprima.
La puntata fa il suo inizio ufficiale con Paragone
che presenta gli ospiti: il primo è Luca
Palamara, presidente dell’associazione
magistrati, che è in collegamento e con il quale
il presentatore avvia n confronto sullo scottante
tema poco prima presentato. In studio ci sono Massimo
Donadi, Maurizio Gasparri,
il magistrato Fabio Roia e il
giurista Di Federico. Uno per
uno, con molto ordine, prendono la parola ed
espongono i loro punti di vista su quello che è
un argomento piuttosto spinoso.
Paragone presenta poi altri ospiti e mostra alcuni
servizi, i quali raccontano tutti di vicende
diverse, ma sempre uguali: storie di carcerati
innocenti. Qualcuno di loro ha speso in cella una
settimana, qualcuno tre mesi, ma altri addirittura
quattro o undici anni. Poi, assolti come se niente
fosse e nessuno a chiedere loro scusa.Il
giornalista dichiara subito che il suo non è un
processo contro la magistratura, ma vuole
solamente raccontare delle situazioni che sono
specchio di un qualcosa che assolutamente deve
cambiare. Il discorso nello studio è molto
diligente e tranquillo e di questo Paragone se ne
compiace: Sono davvero contento, perché
finalmente stiamo riuscendo ad avere un confronto
aperto e civile su questo difficile e importante
argomento che è la giustizia.E infatti tutto fila
liscio, nessuno urla, nessuno si parla addosso…
che noia direbbe qualcuno! E invece è proprio
questa la novità, finalmente si riescono
chiaramente a comprendere tutti i diversi punti di
vista espressi. E c’è di più: Paragone chiama
vicino a sé gli ospiti, in modo che possano
dialogare direttamente tra di loro.
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